Il dato c’è. Il problema è trovarlo nel momento giusto
Quasi tutte le aziende hanno più dati di quanti ne usino. Vendite, ordini, tempi di produzione, performance per area commerciale, scarti, resi. Tutto viene registrato da qualche parte.
Il problema è che quei dati arrivano alle persone sbagliate, nel momento sbagliato, in un formato che richiede ulteriore elaborazione prima di essere leggibile.
Il responsabile commerciale aspetta il report del lunedì mattina per capire com’è andata la settimana. Il responsabile di produzione guarda i numeri di consuntivo a fine mese. Le decisioni operative, nel frattempo, si prendono a sensazione.
Perchè molte dashboard non vengono usate
Sembra paradossale: si investe in strumenti di Business Intelligence, si costruiscono dashboard sofisticate, e dopo tre mesi vengono consultate da pochissime persone.
Il motivo quasi sempre è lo stesso. La dashboard è stata progettata da chi ha i dati, non da chi deve usarli. Mostra quello che è disponibile, non quello che serve. Ha troppi grafici, troppa granularità, troppi numeri che richiedono interpretazione invece di rispondere a una domanda precisa.
Una dashboard utile parte da una domanda concreta. Il responsabile acquisti ha bisogno di sapere ogni mattina quali ordini sono a rischio ritardo. Non l’andamento degli acquisti degli ultimi dodici mesi, non la distribuzione per categoria. Quella domanda specifica, con una risposta chiara e aggiornata.
Come si progetta un sistema di KPI operativi
Il punto di partenza sono le decisioni, non i dati. Chi decide cosa, con quale frequenza, con quale urgenza: queste informazioni determinano quali KPI hanno senso, con quale granularità temporale, per quali ruoli.
Un direttore commerciale e un agente di zona guardano cose diverse. Il direttore vuole la vista aggregata, le tendenze, gli scostamenti rispetto al budget. L’agente vuole sapere quali clienti della sua area non ordinano da più di trenta giorni. La stessa base dati, prospettive completamente diverse.
Progettare un sistema di KPI significa fare questa analisi prima di toccare qualsiasi strumento di visualizzazione.
La questione dell’aggiornamento dei dati
Una dashboard con dati vecchi e’ peggio di nessuna dashboard. Crea falsa sicurezza.
La frequenza di aggiornamento non e’ un dettaglio tecnico. E’ un requisito che dipende dalla velocità delle decisioni operative. Se le decisioni di approvvigionamento si prendono ogni mattina, i dati di magazzino devono essere aggiornati ogni notte, non settimanalmente. Questo richiede che il flusso di dati tra i sistemi operativi e lo strumento di Business Intelligence sia progettato con cura.
Integrazione con i sistemi esistenti
Un sistema di KPI non vive in isolamento. I dati arrivano da ERP, CRM, sistemi di produzione, piattaforme e-commerce. L’infrastruttura che connette queste fonti determina la qualità di ciò che la dashboard può mostrare.
Se le fonti dati sono disomogenee, con definizioni diverse dello stesso indicatore, formati diversi o frequenze di aggiornamento diverse, il lavoro di armonizzazione viene prima. Non si può visualizzare bene ciò che non è stato prima pulito e strutturato.
In Digitalminds i progetti di Business Intelligence partono dall’analisi dei processi decisionali e delle fonti dati. La dashboard viene progettata a partire dalle domande reali delle persone che la useranno. Puoi approfondire nella sezione dedicata alla Business Intelligence.


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